L’Orto botanico “Riccardo Villa” si trova nel centro storico di Valmadrera ed è parte di un contesto sviluppatosi tra il XVII ed il XVIII secolo e chiamato “Centro Culturale Fatebenfratelli”
La famiglia Mandelli
I terreni e gli edifici erano originariamente di proprietà della famiglia Mandelli, presente a Valmadrera almeno a partire dal ‘300 e che possedeva circa un terzo dei terreni coltivabili della valle.
Dai documenti conservati sappiamo che ad inizio ‘600 Giovanni Giacomo Mandelli possedeva una “comodissima casa”, probabilmente corrispondente all’attuale biblioteca, e che nel 1673 a Francesco Mandelli vengono attribuiti una casa da nobile” e una “stalla con cascina e torchiera con due tinere” che oggi potrebbero corrispondere almeno in parte all’Auditorium e alla Sala Esposizioni.


I frati Ospedalieri di San Giovanni di Dio
Sarà proprio la famiglia Mandelli a portare i Fatebenefratelli a Valmadrera: fu infatti il conte Carl’Andrea Mandelli ad entrare nell’ordine nel 1687. Dopo la sua morte nel 1688 lasciò in eredità all’ordine molte proprietà della famiglia, fra cui l’attuale complesso.
I Fatebenefratelli divennero centrali nella vita della comunità per i contributi che versavano, per il lavoro che le loro terre offrivano ai cittadini e per l’assistenza che procuravano agli infermi.
In campo agricolo favorirono la diffusione della vite, la produzione del vino, la coltivazione del frumento, della segale, del miglio con il quale si faceva il pane, del melgone che altro non era se non il mais, dell’orzo, delle castagne, delle fave e del gelso per l’allevamento dei bachi da seta.
In tempi nei quali non esisteva altra forma di assistenza sanitaria, i Fatebenefratelli utilizzavano il ricavato delle attività agricole per mantenere i malati, pagare i medici e il personale, acquistare i farmaci, oltre che finanziare l’ampliamento dell’Ospedale di Milano.


Il Giardino dei Semplici
Senz’altro i Fatebenefratelli avevano adibito almeno parte del complesso (probabilmente la zona vicina all’ingresso dell’Orto) ad ospizio per i malati e a laboratorio farmaceutico, e aggiunto altri corpi minori fino a raggiungere l’aspetto attuale.
Era necessario un Orto dove coltivare le essenze (“semplici”) necessarie e per questo nacque un Giardino dei Semplici a servizio dell’ospizio.
Nel 1769 l’imperatrice Maria Teresa d’Austria diede ordine a tutti i religiosi di rientrare nelle loro sedi e affidare ai laici la cura dei loro beni. Nel corso dell’800 quindi il complesso viene progressivamente abbandonato o affittato a privati.
Nel 1979 l’intero complesso edilizio venne acquistato dal Comune di Valmadrera, che negli anni successivi ha avviato i primi lavori di restauro con l’obiettivo di trasformare questi immobili in luoghi per la cultura, aperti alla cittadinanza ed al territorio.







L’Orto Botanico oggi
L’Orto botanico sorge nel luogo in cui si trovava l’antico “Giardino dei Semplici”, dove i Fatebenefratelli coltivavano le erbe medicinali per la loro attività assistenziale.
L’idea di realizzare un giardino di piante officinali e aromatiche nacque in seguito a un corso di erboristeria tenutosi a Valmadrera nel 1986. In quell’occasione l’Amministrazione comunale, tramite un’apposita Consulta per l’agricoltura, riattivò lo spazio già adibito dai religiosi ad Orto botanico per piante officinali.
Nacque così il progetto di ristrutturazione del giardino, realizzato con la consulenza di esperti del settore e volontari e sviluppò un impianto in linea con l’ambiente originario.
Venne infatti mantenuta la suddivisione del terreno in quattro grandi quadri originali e si apportarono solo alcune modifiche con la formazione di vialetti interni.
La messa a dimora delle piante fu eseguita con criteri suggeriti dal prof. Fornaciari, ancora Direttore del giardino botanico Rezia di Bormio. Le specie attualmente ospitate sono oltre 900 e comprendono nuovi settori che ospitano le piante acquatiche e la flora spontanea della nostra zona.
Dal 1986, grazie alla passione ed all’impegno dei Volontari dell’Orto botanico, il giardino, oltre che aumentare le specie coltivate, si è indirizzato verso finalità collettive.
L’Orto botanico è inserito, quale sito naturalistico-scientifico, nel “Sistema museale della Provincia di Lecco”, istituito nel 2008 e riconosciuto da Regione Lombardia, che accoglie Musei e Raccolte museali dal territorio provinciale, con lo scopo di coordinare attività e servizi per la loro valorizzazione.
Nel 2022 l’Orto botanico è stato intitolato a Riccardo Villa, che tra le numerose attività a favore della comunità di Valmadrera, fu anche uno tra i promotori del recupero dell’Orto botanico.
Linea del tempo

L’imperatrice Maria Teresa d’Austria diede ordine a tutti i religiosi di rientrare nelle loro sedi e affidare ai laici la cura dei loro beni. Nella foto il catasto teresiano.



Riccardo Villa
Riccardo Villa, nato a Valmadrera il 24/10/1938, continua sin da giovane l’attivià di artigiano del legno nella ditta Villa del padre, che poi assumerà il suo nome. Sposato con due figli, è stato da sempre attivo nel mondo cattolico, in Parrocchia, con la costituzione negli anni ‘70 del gruppo di Valmadrera dei Tecnici Volontari Cristiani, con le prime “raccolte carta” per il Terzo Mondo.
È all’inizio degli anni ‘80 che cresce in lui la riscoperta delle tradizioni e dei luoghi storici della “sua” Valmadrera, soprattutto dopo l’acquisto da parte dell’Amministrazione Comunale del Centro Culturale Fatebenefratelli. In questa direzione, dando impulso alla nascita dell’Associazione Centro di Promozione Sociale, valuta immediatamente l’importanza della valorizzazione dell’Orto botanico, presso il Centro Fatebenefratelli, luogo dove i frati curavano, attraverso le piante officinali, le diverse malattie.
Cominciano così i corsi formativi su erboristeria, piante da frutto, recupero dell’attività contadina e nascono così la Festa dell’agricoltura e le mostre zootecniche.
Tutt’ora l’orto botanico, uno dei più segnalati in Lombardi, con collaborazioni con l’Università di Bergamo, è luogo di visite guidate, tramite anche il contributo della Fondazione comunitaria del Lecchese.
Di Riccardo Villa, tra molte iniziative, sono da ricordare anche la guida ai volontari per il recupero conservativo del Santuario di San Martino, il recupero della Chiesa di Sant’Isidoro a Preguda, appoggiata al famoso “Sasso” studiato e citato dall’Abate Stoppani, il Museo dell’Agricoltura a San Tommaso.
Riccardo Villa muore il 18/4/2018, curato amorevolmente dai familiari.
(Dalla targa commemorativa posta all’ingresso dell’Orto botanico)